|
|
La fortezza "Brenta-Cismon"Le opere fortificate italiane fino al primo conflitto mondiale costituivano lo sbarramento di difesa sul confine italiano nelle valli del Brenta e del Cismon con l'impero austroungarico
casermetta confinaria presso primolano ai primi del 900 (foto arch. Girotto) Di alcune di queste costruzione non è rimasto molto da vedere, ma altre anche a distanza di 80 anni, conservano intatta tutta la loro sinistra bellezza, comodamente visitabili anche in automobile per quasi tutto l'anno, come il Forte Leone a Cima Campo lontano dalle grandi vie di comunicazione a quota 1512, da cui si può seguire tutta la linea delle grandi battaglie della I° grande guerra mondiale, dalla catena del Monte Grappa agli Altipiani di Asiago fino al passo Rolle . ATTENZIONE: le visite ai manufatti devono essere fatte con estrema attenzione soprattutto se ci sono dei bambini (che andrebbero legati con un cordino e non tenuti semplicemente per mano), non tanto per il pericolo di crolli ma per il gran numero di ostacoli pericolosissimi (cisterne piene d'acqua, ballatoi senza ringhiere ecc) Le fortificazioni venivano classificate in base alla loro collocazione e ai compiti attribuiti: Opere di prima linea: Forte di Monte Lisser _ n.7
Opere di interdizione stradale: Forte Tombion n.6
Opere di seconda linea: Batterie di Col del Gallo n.8
7 LA BATTERIA CORAZZATA DI MONTE LISSER
anno di costruzione: 1911 armamento: 4 cannoni 149A in cupola 5 mitragliatrici in posizione blindate compiti: dominava le via di accesso al Monte Cucco, Osteria alla Barricata Osteria Marcesina e con tiro indiretto la Valsugana
come raggiungerla Dopo l'abitato di Enego in direzione Asiago al "bivio Dori" (6 km da Enego) si gira a destra giungendo a Casara Tombàl, subito prima a sinistra inizia la strada militare, che dopo circa 3,2 km si biforca, mantenedo la destra si arriva al piazzale retrostante il forte. Ampio panorama sul Massiccio del Grappa, le Vette Feltrine, le Pale di San Martino I Lagorai la conca di Arsiè e la Valsugana.
visita
Con molta facilità si può salire fino ai pozzi delle cupole Schneider per i 4 pezzi da l49S, superando la trincea in calcestruzzo per il combattimento ravvicinato ed i due pozzi minori delle torrette a scomparsa per armi automatiche. Dai pozzi delle artiglierie si accede al corridoio di batteria. Autunno 1917: si notano le cupole corazzate e il ponte scorrevole (foto KA/W)
Al pianoterra pochi spunti d'interesse a parte il sotterraneo (scaletta in cemento) ospitato nel bastione semicircolare sporgente sul lato destro della gola: era destinato ad ospitare un cannone a tiro rapido, o una mitragliatrice. con campo di tiro sul fossato. Molto interessante risulta la visita della polveriera: sulla sinistra (a livello del bastione) si accede ad un giroscale che scende alcuni metri sottoterra. Qui si entra in un buio corridoio, il cui pavimento reca ancora i segni delle rotaie sulle quali scorrevano i carrelli per il trasporto munizioni dalla polveriera agli elevatori. Il tratto sinistro del corridoio porta sotto la batteria, al pozzo del montacarichi, mentre seguendo il tratto di destra si passa sotto il fossato e, con un’ulteriore svolta a destra, si perviene al magazzino delle polveri. Perfettamente conservato, con la sua volta a botte, il locale ospitava la consueta “casetta” di legno che serviva ad evitare le infiltrazioni di umidità. Immediatamente prima dell’ultima svolta a destra per entrare nella polveriera, il corridoio presenta una apertura a soglia rialzata, a mo’ di boccaporto navale, oltre la quale prosegue rettilineo un lunghissimo camminamento un tempo costituente una postierla per l’accesso posteriore protetto all’opera e per il rifornimento della polveriera stessa. Il passaggio, accuratamente rivestito in pietra, si restringe dopo alcune decine di metri e continua come stretto budello fino al crollo che lo ostruisce a pochi metri dallo sbocco; l’uscita si intuisce comunque all’aperto, sul prato nei pressi della stazione d’ arrivo della teleferica che durante il conflitto, da Primolano, saliva al forte.
9
anno di costruzione: 1914 armamento: 4 cannoni 75A in caverna compiti: integrazione degli angoli morti del forte di Cima Campo coprendo anche la Valsugana fino a Tezze
come raggiungerla Partendo da Primolano verso Enego, dopo un km dalla località Fosse di sotto prima di arrivare ad un nuovo tornante, una decina di metri prima del quale si imbocca sulla destra la stretta via asfaltata che porta a Coldarco di sotto; la si percorre per 600 metri, fino ad una biforcazio ne ove si sceglie la stretta stradina sterrata sulla sinistra, seguendola per un altro mezzo chilometro si scorge la caserma dell’opera, ormai in rovina , che poteva alloggiare un centinaio di militari. Dal piazzale, si prosegue in piano e senza alcuna difficoltà per una settantina di metri prima di giungere all’ingresso della caverna un tempo ospitante la batteria visita
Dopo qualche metro e sulla sinistra si incontra un’ampia ma poco profonda nicchia utilizzata come riservetta munizioni. Ancora qual che metro e sulla destra si apre l’imboccatura di un altro breve tunnel che dopo una de cina di metri termina in una camera-casamatta sulla cui cannoniera possono essere ancora individuati gli ancoraggi delle piastre di corazzatura. Un’altra riservetta sulla sinistra è seguita dalla seconda casamatta d’artiglieria sulla destra e lo schema si ripete poi una terza volta, infine la quarta casamatta per pezzo da 75A. Le cannoniere hanno tutte il medesimo orientamento, estendendo fino alla piana di Grigno il potenziale campo di tiro dell’armamento previsto.
2
anno di costruzione: 1909 armamento: 4 cannoni 149A in cupola 4 mitragliatrici in posizione blindate 1 osservatorio in corazza compiti: dominava la valle del Cismon e gli accessi alla vallate di Lamon Sorriva e Zorzoi
come raggiungerlo A Col Perer, raggiunto seguendo le da Arsiè, si imbocca il tracciato sterrato di destra, dopo circa 1 km si incontrerà un bivio, ove si terrà la destra fino ad incontrare sulla sinistra i primi fabbricati di origine militare: nell’ordine, la caserma inferiore, l’alloggio del comandante dell’opera di cima Lan, le scuderie, (circa 5 km da Col Perer) lasciata l’automobile poco dopo prima che la strada inizia a scendere si prosegua a piedi a sinistra verso la sommità ,in pochi minuti si sale alla caserma superiore e di qui, in breve, si perviene al fossato di gola dell’opera sommitale. visita
dicembre 1917 dopo la demolizione italiana (foto arch. Girotto) All’estrema sinistra del fronte di gola si può visitare la sezione ospitante il locale del gruppo elettrogeno per l’illuminazione elettrica, il locale del ventilatore per il ri cambio dell’aria durante il tiro e le latrine per ufficiali e soldati. Sulla destra, tra i ru deri dei locali per la preparazione delle cariche di lancio, si apre all’indietro, in dire zione sud, una poterna, rivestita in cemento e munita di scalinata, che scende sottoter ra fino a sottopassare il fossato di gola penetrando nel rilievo retrostante l’opera; qui il corridoio, fattosi pianeggiante, svolta a 90° verso destra e proprio sulla svolta semio struita dai detriti scende dal bosco soprastante un camino d’ areazione di almeno 15 metri di altezza. Dopo la svolta, un nuovo tratto parallelo al fronte di gola prosegue per una decina di metri fino al locale polveriera: qui sorgeva, composta da tre locali con volta a botte disposti in serie, la solita costruzione a casetta, della quale ri mangono abbondanti e pericolanti resti lignei e murari. Sul lato meridionale del vano si nota un’imboccatura che dopo qualche metro risulta ostruita da materiale di crollo.
immagine tratta dal libro "I forti dimenticati" (autore lo storico austriaco W.A. Dolezal, residente a Mellame) edito da Libreria "W. Pilotto di Feltre" Dagli allineamenti ricavabili mediante bussola, corda metrica e mappe catastali, è assai probabile che si trattasse di un collegamento coperto, simile a quello esistente a for te Lisser, tra la batteria corazzata e la zona delle caserme e dell’alloggio del comandante. Lungo la strada, tra caserma inferiore ed alloggio dell’ufficiale in comando, esi ste infatti un imbuto di crollo che farebbe pensare all’originario sbocco della suddetta postierla. Al ricambio d’aria nel lungo camminamento avrebbe provveduto un secon do camino d’ areazione, ora semidistrutto (la copertura è rotolata presso il sentiero d’ accesso al forte) ma ben riconoscibile sul ripido pendio meridionale di cima Lan.
3
Tutte le informazioni sul forte "Leone" di Cima Campo sono state trasferite sul sito
6 Tutte le informazioni sul forte Tombion sono state trasferite sul sito
4
Tutte le informazioni sulla tagliata Fontanelle sono state trasferite sul sito
5
Tutte le informazioni sulla tagliata della Scala sono state trasferite sul sito
1
anno di costruzione: 1886 armamento: 4 cannoni da 42 a tiro rapido 2 mitragliere compiti: sbarramento della strada che portava a Faller e a Fiera di Primiero guarnigione: 45 uomini come raggiungerlo S ulla S.S 50 del Passo Rolle in direzione Fiera di Primiero dopo l'abitato di Fonzaso, prima del tunnel del Pedesalto all'altezza della centrale idroelettrica si stacca a sinistra un tracciato ormai chiuso al traffico veicolare e localmente noto come “strada dei forti”; si tratta dell’originario percorso della strada nazionale che da Fonzaso conduceva al ponte della Serra. Parcheggiata l’automobile nei pressi dell’ impianto idroelettrico, ci si può avviare in direzione della gola del Cismon,e dopo circa 350 metri di facile e panoramica passeggiata, dal percorso si stacca sulla destra la vecchia strada militare che saliva a Faller, oggi interdetta alle automobili ma percorribile da pedoni o mountain-bikers; 50 metri più avanti, in corrispondenza di uno slargo della cengia, si apre l’ampia cavità denominata Covolo di S. Antonio, un tempo parte integrante dell’omonima tagliata.
Anno 1893: il covolo di S. Antonio nelle elaborazioi del servizio informazioni austriaco visita Con l'intervento di manutenzione della galleria stradale del "Pedesalto" nel 2004 sono state cancellate le poche tracce rimaste dell'antico sbarramento stradale, ora nell'omonimo cavità è stata costruita una struttura di servizio per la ventilazione della sottostante galleria . La immane esplosione che demolì la fortifica zione la sera dell’ 11 novembre 1917 cancellò totalmente anche un buon tratto della massicciata stradale; per ricostruirla e ripristinare il transito, dapprima il genio militare austriaco nel ‘17-’18 e poi gli italiani nell’immediato dopoguerra, impiegarono parte dei detriti, prima di sbarazzarsi del rimanente scaraventandolo nello strapiombo sottostante. Di conseguenza non rimangono più segni dei fossati, né della originaria struttura, anche se si può facilmente individuare il tratto di strada ricostruito, grazie al colore più chiaro della massicciata recente.
8
anno di costruzione: 1886 armamento: 5 mortai 15 GRC/ret batteria superiore 2 cannoni da 9 BR/ret batteria superiore 6 cannoni da 9 BR/ret batteria inferiore compiti batteria superiore: dominava i terrazzamenti di Enego Coldarco e Firizzon Tirolese e le strada che scendono dalla Piovega oppure doveva proteggere le tagliate di Primolano - Fastro da un'eventuale attacco verso il Monte Sorist - Col dei Barchi. compiti batteria inferiore: dominava la strada che saliva dalla Val Nevera al Col del Gallo.
come raggiungerle A lla fine dell'abitato di Fastro (direzione Primolano) si prende a sinistra, verso San Vito passando accanto al cimitero di Fastro e salendo con un paio di tornanti al'omonimo paese, appena entrati nel l’abitato, una svolta a sinistra ci immette sulla strada per la sella di Vai Nevera. Quattro tornanti conducono ad un bivio presso la menzionata località, poco oltre il rìstoro “La Cripia”; tenendo la destra, altri quattro tornanti salgono lungo il fianco Est del Col della Spina fino ad un’ altra biforcazione in località Forcelletta. Scelta stavolta la stra da di sinistra si continua per qualche centinaio di metri, ignorando due altre deviazio ni sulla sinistra e svoltando a destra a livello di un vascone di raccolta idrica. Si prosegue per circa 300 metri, fino ad un tornante dopo il quale ci si deve arrestare di fronte ad una stanga che segna l’inizio del terreno privato ospitante i resti degli apprestamenti dell’artiglieria italiana.
Anno 1893: la batteria superiore nelle elaborazioi del servizio informazioni austriaco visita Della cosiddetta “batteria superio re” rimangono ben leggibili sul terreno i terrapieni a diversi livelli, sia sul fronte prin cipale (nord) che su quello sinistro (ovest), dietro ai quali non è difficile immaginare i mortai da 149 mm. All’angolo di raccordo tra i due bastioni esiste ancora, usato come capanno attrezzi, il vecchio locale costruito come deposito della balistite e un pozzetto d'ispezione di una capiente cisterna collocata nel vecchio cortile. La batteria inferiore destinata ad accogliere 6 cannoni 87B è raggiungibile attraverso il bosco dizzanzi al vascone per l'acqua che si incontra salendo all'ultimo bivio. Restano visibili poche tracce di murature e la spianata dei pezzi.
Testo ed illustrazione tratta dal libro "Soldati e Fortezze tra Asiago ed il Grappa" edito dal Gino Rossato Editore di Girotto Luca Per gentile concessione dell'autore |