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Le
opere fortificate italiane fino al primo conflitto mondiale
costituivano lo sbarramento di difesa sul confine italiano nelle
valli del Brenta e del Cismon con l'impero austroungarico
Vennero
costruite in due periodi fra il 1884 - 1896 e il 1906 - 1914,
e secondo
le concezioni militari di allora avrebbero dovuto
un ruolo determinante nella prima fase del conflitto. Ma la decisione
austo-ungarica del 1915 di abbandonare il terreno -considerato indifendibile
posto a ridosso delle opere-, verso la zona di Caldonazzo -Levico
le allontanò dalla linea dei combattimenti, e rimasero
relegate ad attività di viglianza fino alla fine dell'ottobre
del 1917 quando divennero centri di resistenza provvisoria durante
la ritirata dell'esercito italiano sul Monte Grappa.
casermetta
confinaria presso primolano ai primi del 900 (foto arch. Girotto)
Di
alcune di queste costruzione non è rimasto molto da vedere, ma altre
anche a distanza di 80 anni, conservano intatta tutta la loro
sinistra bellezza, comodamente visitabili anche in automobile
per quasi tutto l'anno, come il Forte Leone a Cima
Campo lontano dalle grandi vie di comunicazione a quota 1512, da
cui si può seguire tutta la linea
delle grandi battaglie della
I° grande guerra mondiale, dalla
catena del Monte Grappa agli Altipiani di Asiago fino al passo Rolle
.
Inutile
dire che le visite ai manufatti devono essere fatte con estrema
attenzione soprattutto se ci sono dei bambini (che
andrebbero legati con un cordino e non tenuti semplicemente per
mano), non tanto per il pericolo di crolli ma per il gran numero
di ostacoli pericolosissimi (cisterne piene d'acqua, ballatoi
senza ringhiere ecc)
Le
fortificazioni venivano classificate in base alla loro collocazione
e ai compiti attribuiti:

7
LA
BATTERIA CORAZZATA DI MONTE LISSER
anno
di costruzione: 1911
armamento:
4 cannoni 149A in cupola
5
mitragliatrici in posizione blindate
compiti:
dominava le via di accesso al Monte Cucco, Osteria alla Barricata
Osteria Marcesina e con tiro indiretto la Valsugana
come
raggiungerla
Dopo
l'abitato di Enego in direzione Asiago al "bivio Dori"
(6 km da Enego) si gira a destra giungendo a Casara Tombàl, subito
prima a sinistra inizia la strada militare, che dopo circa 3,2 km
si biforca, mantenedo la destra si arriva al piazzale retrostante
il forte.
Ampio
panorama sul Massiccio del Grappa, le Vette Feltrine, le Pale di
San Martino I Lagorai la conca di Arsiè e la Valsugana.
visita
Scavato nella
roccia, è ben evidente il
fossato frontale che si può superare passando sui detriti che sostituiscono
il ponte scorrevole. Sulla
facciata del forte, sopra le finestre situate in corrispondenza delle
scalette d’accesso ai pozzi dal corridoio di manovra’ sporgono ancora le
putrelle d’ancorag gio dei sistemi di puleggie per il sollevamento delle bocche
da fuoco durante il montaggio e lo smontaggio.
Con
molta facilità si può salire fino ai pozzi delle cupole Schneider per i 4 pezzi da l49S, superando la trincea in calcestruzzo per
il combattimento ravvicinato ed i due pozzi minori delle torrette a scomparsa
per armi automatiche. Dai pozzi delle artiglierie
si accede al corridoio di batteria.
Autunno
1917: si notano le cupole corazzate e il ponte scorrevole (foto
KA/W)
Al
pianoterra pochi spunti d'interesse a parte il sotterraneo (scaletta in cemento) ospitato
nel bastione semicircolare sporgente sul lato destro della gola: era destinato
ad ospitare un cannone a tiro rapido, o una mitragliatrice. con campo di tiro sul fossato. Molto
interessante risulta la visita della polveriera: sulla sinistra (a livello del bastione) si
accede ad un giroscale
che scende alcuni metri sottoterra. Qui si entra in un buio corridoio, il cui
pavimento reca ancora i segni delle rotaie sulle quali scorrevano i carrelli
per il trasporto munizioni dalla polveriera agli elevatori. Il tratto sinistro
del corridoio porta sotto la batteria, al pozzo del montacarichi, mentre
seguendo il tratto di destra si passa sotto il fossato e, con un’ulteriore
svolta a destra, si perviene al magazzino delle polveri. Perfettamente
conservato, con la sua volta a botte, il locale ospitava la consueta “casetta”
di legno che serviva ad evitare le infiltrazioni di umidità.
Immediatamente prima dell’ultima
svolta a destra per entrare nella polveriera, il corridoio presenta una
apertura a soglia rialzata, a mo’ di boccaporto navale, oltre la quale prosegue
rettilineo un lunghissimo camminamento un tempo costituente una postierla per
l’accesso posteriore protetto all’opera e per il rifornimento della polveriera
stessa. Il passaggio, accuratamente rivestito in pietra, si restringe dopo
alcune decine di metri e continua come stretto budello fino al crollo che lo
ostruisce a pochi metri dallo sbocco; l’uscita si intuisce comunque all’aperto,
sul prato nei pressi della stazione d’ arrivo della
teleferica che durante il conflitto, da Primolano, saliva al forte.
inizio
9
LA
BATTERIA COLDARCO
anno
di costruzione: 1914
armamento:
4 cannoni 75A in caverna
compiti:
integrazione degli angoli morti del forte di Cima Campo coprendo
anche la Valsugana fino a Tezze
come
raggiungerla
Partendo da
Primolano verso Enego, dopo un km dalla località Fosse di sotto prima di arrivare ad
un nuovo tornante, una decina di metri prima del quale si imbocca sulla destra
la stretta via asfaltata che porta a Coldarco di sotto; la si percorre per 600
metri, fino ad una biforcazio ne ove si sceglie la stretta stradina sterrata sulla
sinistra, seguendola per un altro mezzo chilometro si scorge la caserma dell’opera,
ormai in rovina , che poteva alloggiare un centinaio di
militari. Dal piazzale, si prosegue
in piano e senza alcuna difficoltà per una settantina di metri prima di
giungere all’ingresso della caverna un tempo ospitante la batteria
visita
A destra
dell’entrata si nota la vasca rivestita in cemento della cisterna che
raccoglieva l’acqua piovana così come quella che colava dal le rocce. Appena oltre l’ingresso, ove si
notano gli alloggiamenti della porta corazzata e dei suoi cardini, si stacca
sulla destra il breve corridoio curvo dell’osservatorio, che fungeva da centrale di tiro. La galleria principale,
si dirama in direzione sud-est/nord-ovest, è rettilinea e non nasconde pericoli. Il
pavimento è costituito da una soletta in cemento
bocciardato, simile a quella reperibile in tante opere fortificate del Regno e
solo nella parte terminale è coperta da pochi detriti altro elemento
interessante è la a scarsissima umidità esi stente all’interno del
tunnel: un fatto decisamente insolito in opere, scavate nella viva
roccia..
Dopo qualche metro e sulla sinistra si incontra un’ampia ma poco
profonda nicchia utilizzata come riservetta munizioni. Ancora qual che metro e
sulla destra si apre l’imboccatura di un altro breve tunnel che dopo una de
cina di metri termina in una camera-casamatta sulla cui cannoniera possono
essere ancora individuati gli ancoraggi delle piastre di corazzatura. Un’altra
riservetta sulla sinistra è seguita dalla seconda casamatta d’artiglieria
sulla destra e lo schema si ripete poi una terza volta, infine la quarta casamatta per
pezzo da 75A. Le cannoniere hanno tutte il
medesimo orientamento, estendendo fino alla piana di Grigno il potenziale
campo di tiro dell’armamento previsto.
inizio
2
Il
FORTE DI CIMA LAN
anno
di costruzione: 1909
armamento:
4 cannoni 149A in cupola
4
mitragliatrici in posizione blindate
1
osservatorio in corazza
compiti:
dominava la valle del Cismon e gli accessi alla vallate di Lamon
Sorriva e Zorzoi
come
raggiungerlo
A Col Perer, raggiunto seguendo
le da Arsiè, si imbocca il tracciato sterrato di destra,
dopo circa 1
km si incontrerà un bivio, ove si terrà la destra fino ad incontrare sulla
sinistra i primi fabbricati di origine militare: nell’ordine, la caserma
inferiore, l’alloggio del comandante dell’opera di cima Lan, le scuderie,
(circa 5 km da Col Perer) lasciata l’automobile poco dopo prima che la strada
inizia a scendere si prosegua a piedi a sinistra verso la sommità
,in
pochi minuti si sale alla caserma superiore e di qui, in breve, si perviene al
fossato di gola dell’opera sommitale.
visita
La fortificazione sembra
sbriciolata da un terrificante colpo di maglio: enormi blocchi di calcestruzzo
ammassati l’uno sull’altro sono quasi tutto quello che rimane del l’originario
banco in calcestruzzo ospitante la batteria in cupola. In buone condizioni
appare il muro del cortile di gola, nel quale una feritoia conserva ancor oggi
la piastra corazzata per la protezione dei due fucilieri che dietro di essa
potevano appostarsi. Ab bastanza riconoscibili sono i pozzi delle torrette a
scomparsa, mentre quelli delle arti glierie, tranne il primo di sinistra, sono
stati quasi cancellati dalle esplosioni.
dicembre 1917 dopo la demolizione italiana (foto arch. Girotto)
All’estrema sinistra del fronte
di gola si può visitare la sezione ospitante il locale del gruppo elettrogeno
per l’illuminazione elettrica, il locale del ventilatore per il ri cambio
dell’aria durante il tiro e le latrine per ufficiali e soldati. Sulla destra,
tra i ru deri dei locali per la preparazione delle cariche di lancio, si apre
all’indietro, in dire zione sud, una poterna, rivestita in cemento e munita di
scalinata, che scende sottoter ra fino a sottopassare il fossato di gola
penetrando nel rilievo retrostante l’opera; qui il corridoio, fattosi
pianeggiante, svolta a 90° verso destra e proprio sulla svolta semio struita
dai detriti scende dal bosco soprastante un camino d’ areazione di
almeno 15 metri di altezza. Dopo la svolta, un nuovo tratto parallelo al fronte
di gola prosegue per una decina di metri fino al locale polveriera: qui
sorgeva, composta da tre locali con volta a botte disposti in serie, la solita
costruzione a casetta, della quale ri mangono abbondanti e pericolanti resti
lignei e murari. Sul lato meridionale del vano si nota un’imboccatura che dopo
qualche metro risulta ostruita da materiale di crollo.
Illustrazione
tratta dal libro "I forti dimenticati" (autore lo storico
austriaco W.A. Dolezal, residente a Mellame) edito dalla Libreria
"W. Pilotto di Feltre"
Dagli allineamenti ricavabili
mediante bussola, corda metrica e mappe catastali, è assai probabile che si
trattasse di un collegamento coperto, simile a quello esistente a for te
Lisser, tra la batteria corazzata e la zona delle caserme e dell’alloggio del
comandante. Lungo la strada, tra caserma inferiore ed alloggio dell’ufficiale
in comando, esi ste infatti un imbuto di crollo che farebbe pensare
all’originario sbocco della suddetta postierla. Al ricambio d’aria nel lungo
camminamento avrebbe provveduto un secon do camino d’ areazione, ora
semidistrutto (la copertura è rotolata presso il sentiero d’ accesso al forte)
ma ben riconoscibile sul ripido pendio meridionale di cima Lan.
inizio
3
IL
FORTE LEONE DI CIMA CAMPO
Tutte le informazioni sul
forte leone sono state trasferite sul sito
www.forteleone.it
6
IL
FORTE TOMBION
anno
di costruzione: 1885
armamento:
10 obici da 15 GRC/ret
4
mortai da 15 AR/ret
2
cannoni da 9ARC/ret a tiro rapido
compiti:
chiusura della strada della Valsugana
guarnigione:
180 uomini
come
raggiungerlo
Da Primolano sulla
superstrada della Valsugana (SS 47) direzione Sud verso
Bassano del Grappa. Dopo circa tre chilometri, nella gola del Brenta prima
dell'abitato di Cismon, è possibile
parcheggiare l'’ autoveicolo nel piazzale del Ristorante “Al
forte”, edificato proprio a ridosso della semismantellata casamatta della
batteria meridionale dell’opera.
tagliata
Tombion fronte sud autunno 1911
(foto arch. Girotto)

La
tagliata
tombion al 1911 secondo i servizi informativi austroungarici
dopo
costruzione della ferrovia (foto arch. Stiffer modif. dall'A.).
visita
Il complesso, nella parte ovest, presenta
numerosi danni operati dagli
italiani durante la ritirata del novembre ‘17 e da bande partigine nel 1944, intenzionate ad interrompere il tunnel ferroviario, senza
contare le devastazioni conseguenti ai progressivi allar gamenti della sede
stradale. Questa porzione della tagliata, è proprietà privata e quindi visitabile
solamente dietro autorizzazione del proprietario (chiedere presso il
Ristorante-Bar), presenta comunque alcune vestigia originari: il muro a
protezione dei fucilieri dal lato del Brenta, porzioni delle casematte delle
batterie e dell’edificio centrale. Del tutto scomparse sono la cisterna e la fontana d’acqua
sorgiva che le planimetrie ottocentesche collocavano all’interno dell’opera. Un
moderno sotto- passaggio, ricavato in corrispondenza del fossato meridionale
del forte, permette ai pe doni di raggiungere il piazzale della corsia stradale
diretta a nord,(lato EST) adiacente alla linea ferroviaria, dove un pertugio nel muro in
pietrame conduce alla porzione meglio con servata dell’opera, restano il muro con ferìtoie parallelo alla rotabile sul suo
lato orientale e le ampie bocche semilunari entro le quali potevano venire
ritirati verso la montagna i ponti scorrevoli che scavalcavano i fossati. Il
visitatore che volesse sot topassare la ferrovia, per raggiungere l’edificio
adibito a polveriera, armeria ed uffici, si troverebbe dinnanzi ad una
costruzione a due piani dalle murature e coperture anco ra perfettamente
conservate, nonostante la scomparsa dei solai lignei dei primo piano. Il
deposito delle munizioni e della balistite ne occupava la parte destra; e,
proprio nell’ intercapedine ricavata controroccia all’ altezza del magazzino
delle polveri, una sorgente perenne sgorga limpidissima con modeste variazioni
di portata stagionali. A sud dell’edificio, in corrispondenza del fronte
meridionale della tagliata, inizia una fatico sa gradinata di una settantina di
scalini (l’alzata media misura quasi 40 cm!) che sale lungo il lato interno della postazione Sud per tiratori, munita di
interessanti feritoie a strombatura interna di
sapore quasi medievale. Da qui, un incerto
sentiero conduce alla postazione settentrionale dei fucilieri. Il rientro va assolutamente ed attentamente
effettuato per la medesima via.
inizio
4
LA
TAGLIATA FONTANELLE
anno
di costruzione: 1892 - 1895
armamento:
4 cannoni da 12 BRC/ret
2 da 87 in casamatta
compiti:
dominava la strada per Fastro e la deviazione per Mellame e Rivai
compreso l'accesso per l'altopiano di Sorist
guarnigione:
40 uomini
come
raggiungerla
Alla
fine dell'abitato di Fastro (in direzione Primolano), circa 200 metri
dopo il bivio per San Vito, si stacca sulla sinistra una stretta strada
asfaltata dalla quale, dopo un tornante, sulla sinistra si stacca una breve
carrareccia sterrata di circa cento metri sulla quale è bene parcheggiare: essa costituiva l’accesso carrabile alla tagliata e termina
proprio nel cortile dell'opera ove sbocca, anche il camminamento coperta che sale dalla tagliata
della Scala.
visita
planimetrie
della "Tagliata delle Fontanelle"
Anche se con difficoltà i
tratti principali dell’originario impianto risultano ancora visibili.
Subito prima d’entrare nel cortile interno, è possibile accedere al fossato
perimetrale che inizia sulla destra e circonda l’intera struttura. A livello
dell’angolo formato dalla fronte principale e dal lato orientale è ancora
visitabile la galleria di controscarpa dalla quale era possibile tenere sotto
tiro d’infilata i due corrispondenti tratti di fossato. Il cunicolo che
collegava la controscarpa al sotterraneo della batteria è intasato da detriti a
5-6 metri dall’imbocco.
Il sistematico ricorso ai
rinterri con materiale di risulta, allo scopo di defilare e pro teggere, ha
creato attorno all’opera una sorta di collina artificiale che solo sulla fronte
nord, in corrispondenza delle 4 cannoniere dell’ armamento principale, viene
meno per non limitare il campo di tiro. Semisepolta sotto una cascata di
detriti è attualmente lagalleria di controscarpa
dell’angolo Sud-Ovest, che tra l’altro manca di buona parte del rivestimento in
pietrame, probabilmente riciclato in case d’abitazione. Sul cortile del la
batteria si aprono le casematte dei cannoni da 120G e, ai lati di queste, altre
due ca sematte cieche con funzione di riservette. Su tutte si stende ancor oggi
l’originario terrapieno teoricamente destinato proteggere i
sottostanti locali. All’estremità occidentale, il perimetro della torre del
corpo di guardia ed il relativo fossato, scavato nella roccia e sopraelevato
rispetto a quello del corpo della batteria.

Il
complesso di sbarramento Scala - Tagliata nelle elaborazioni del
servizio informazioni autroungarico
inizio
5
LA
TAGLIATA DELLA SCALA
anno
di costruzione: 1892 - 1895
armamento:
6 cannoni da 12 BR/ret
4
cannoni da 9 BR/ret
4
cannoni a tiro rapido
compiti:
sbarramento per la strada che porta a Feltre da Primolano quanto
per la Valsugana
guarnigione:
200 uomini
come
raggiungerla
Seguendo le indicazioni per
Primolano, si lascia la superstrada della Valsugana per inoltrarsi nel
tranquillo villaggio presso la cui chiesa si diparte la nota strada “della
Scala” (indicazioni per Fastro/Arsie/Feltre). Salendo lungo tale tratta e
parcheggiando l’automobile al sesto tornante, ci si trova dinnanzi alle rovine
dell’ingresso principale della tagliata, laddove si apriva la porta carraia
attraverso la quale doveva obbligato riamente transitare qualunque automezzo
intendesse spostarsi tra Fastro e Primolano.
visita
Proprio dal sesto tornante,
uscendo a sinistra, si raggiunge il corpo di guardia del l’ingresso, oltre il quale
il bell’arco a tutto sesto reca come chiave di volta un ben con servato stemma
sabaudo scolpito nella pietra. Facendo molta attenzione a camminare tra i
detriti, le immondizie ed i vuoti della pavimentazione, si supera l’androne
d’in gresso prendendo a sinistra l’imbocco del corridoio della batteria: una
stupenda visio ne d’infilata, con una fuga d’archi in pietra a tutto sesto, si
offre al visitatore permet tendo una rapida ispezione alle casematte del
pianterreno. Uscendo poi (attenzione!) sulla precaria scalinata che scavalca il
corridoio scoperto sul retro dell’interrato, si rag giunge il cortile interno
ove, contro la roccia, si ergono i ruderi dei laboratori per la pre parazione
dei cartocci ed il caricamento dei proiettili. Sulla spianata del cortile,
si aprono anche i pozzetti della
capiente cisterna del l’acqua potabile. Spostandosi all’estremità Ovest del
forte, si raggiunge la piattaforma per le artiglierie in barbetta. Qui, nella
parete retrostante, si apre l’ingresso della batte ria incavernata realizzata
nel periodo di neutralità agosto 1914- aprile 1915: quattro casematte in
roccia per artiglierie di medio calibro, una postazione blindata doppia per
mitragliatrici e alcune riservette sono facilmente esplorabili in tutta
sicurezza con 1’ ausilio d’una semplice torcia elettrica. Al primo piano della
facciata ovest si notano le ormai inaccessibili latrine, un tempo
raggiungibili dal ballatoio esterno che percorreva il fronte di gola
dell’opera.
Il primo piano della tagliata
non è attualmente raggiungibile senza seri ed inutili ri schi, ma dall’ottavo
tornante un’apertura nella muraglia permette l’accesso al piano sommitale della
torre dalla quale inizia il camminamento coperto di collegamento
con la Tagliata Fontanelle.
La
salita lungo il camminamento perfettamente conservato e agibile
permette di apprezzare la intelligente disposizione della galleria
a dominio della sottostante strada.
la
tagliata Scala a fine 1917. Bene in evidenza il passaggio obbligato
della strada Primolano- Feltre
(foto
arch. Girotto)
inizio
1
IL
COVOLO DI S. ANTONIO
anno
di costruzione: 1886
armamento:
4 cannoni da 42 a tiro rapido
2 mitragliere
compiti:
sbarramento della strada che portava a Faller e a Fiera di Primiero
guarnigione:
45 uomini
come
raggiungerlo
Sulla
S.S 50 del Passo Rolle in direzione Fiera di Primiero dopo l'abitato
di Fonzaso, prima del tunnel del Pedesalto all'altezza della centrale
idroelettrica si stacca a sinistra
un tracciato ormai chiuso al traffico veicolare e localmente noto come “strada
dei forti”; si tratta dell’originario percorso della strada nazionale che da
Fonzaso conduceva al ponte della Serra. Parcheggiata l’automobile nei pressi
dell’ impianto idroelettrico, ci si può avviare in direzione della gola del Cismon,e
dopo circa 350 metri
di facile e panoramica passeggiata, dal percorso si stacca sulla destra la
vecchia strada militare che saliva a Faller, oggi interdetta alle automobili
ma percorribile da pedoni o mountain-bikers; 50 metri più avanti, in
corrispondenza di uno slargo della cengia, si apre l’ampia cavità denominata
Covolo di S. Antonio, un tempo parte integrante dell’omonima tagliata.

Anno
1893: il covolo di S. Antonio nelle elaborazioi del servizio informazioni
austriaco
visita
Con
l'intervento di manutenzione della galleria stradale del "Pedesalto"
nel 2004 sono state cancellate le poche tracce rimaste dell'antico
sbarramento stradale, ora nell'omonimo cavità è stata costruita
una struttura di servizio per la ventilazione della sottostante
galleria . La immane esplosione che
demolì la fortifica zione la sera dell’ 11 novembre 1917 cancellò totalmente
anche un buon tratto della massicciata stradale; per ricostruirla e
ripristinare il transito, dapprima il genio militare austriaco nel ‘17-’18 e
poi gli italiani nell’immediato dopoguerra, impiegarono parte dei detriti,
prima di sbarazzarsi del rimanente scaraventandolo nello strapiombo sottostante. Di conseguenza non rimangono più segni dei fossati, né della
originaria struttura, anche se si può facilmente individuare il tratto di
strada ricostruito, grazie al colore più chiaro della massicciata recente.
inizio
1
LE BATTERIE DI COL DEL GALLO
anno
di costruzione: 1886
armamento:
5 mortai 15 GRC/ret batteria
superiore
2
cannoni da 9 BR/ret batteria superiore
6
cannoni da 9 BR/ret batteria inferiore
compiti
batteria superiore: dominava i terrazzamenti di Enego
Coldarco e Firizzon Tirolese e le strada che scendono dalla Piovega
oppure doveva proteggere le tagliate di Primolano - Fastro
da un'eventuale attacco verso il Monte Sorist - Col dei Barchi.
compiti
batteria inferiore: dominava la strada che saliva dalla Val
Nevera al Col del Gallo.
come
raggiungerle
Alla
fine dell'abitato di Fastro (direzione Primolano) si prende a sinistra,
verso San Vito passando accanto al cimitero di Fastro e salendo
con un paio di tornanti al'omonimo paese, appena entrati nel l’abitato, una svolta a sinistra ci immette sulla strada per
la sella di Vai Nevera. Quattro tornanti conducono ad un bivio presso la
menzionata località, poco oltre il rìstoro “La Cripia”; tenendo la destra,
altri quattro tornanti salgono lungo il fianco Est del Col della Spina fino ad
un’ altra biforcazione in località Forcelletta. Scelta stavolta la stra da di
sinistra si continua per qualche centinaio di metri, ignorando due altre
deviazio ni sulla sinistra e svoltando a destra a livello di un vascone di
raccolta idrica. Si prosegue per circa 300 metri,
fino ad un tornante dopo il quale ci si deve arrestare di fronte ad una stanga
che segna l’inizio del terreno privato ospitante i resti degli apprestamenti
dell’artiglieria italiana.

Anno
1893: la batteria superiore nelle elaborazioi del servizio informazioni
austriaco
visita
Della cosiddetta “batteria superio re” rimangono ben
leggibili sul terreno i terrapieni a diversi livelli, sia sul fronte prin
cipale (nord) che su quello sinistro (ovest), dietro ai quali non è difficile
immaginare i mortai da 149 mm. All’angolo di raccordo tra i due
bastioni esiste ancora, usato come capanno attrezzi, il vecchio locale
costruito come deposito della balistite e un pozzetto d'ispezione di una
capiente cisterna collocata nel vecchio cortile.
La
batteria inferiore destinata ad accogliere 6 cannoni 87B è
raggiungibile attraverso il bosco dizzanzi al vascone per l'acqua
che si incontra salendo all'ultimo bivio. Restano visibili
poche tracce di murature e la spianata dei pezzi.
inizio
Testo
ed illustrazione
tratta dal libro "Soldati e Fortezze tra Asiago ed il Grappa"
edito dal Gino Rossato Editore di Girotto Luca
Per
gentile concessione dell'autore
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