PRESENTAZIONE
Quando abbiamo cominciato
a parlare dell'acqua ci sono subito venute in mente
tutte le cose belle che si possono fare con essa e quanto sia per noi
indispensabile.
Abbiamo provato a pensare
a quante volte durante il giorno apriamo il rubinetto per bere, per lavarci, o
anche solo per giocare e quanto sia necessaria alle
nostre mamme per preparare da mangiare, per fare il bucato, per tenere pulita
la casa. Ci siamo chiesti come mai, nei nostri
paesi, siano presenti piccole e grandi fontane e abbiamo imparato che non è
sempre stato così facile avere l'acqua a disposizione. Le nostre nonne erano
costrette ad andare anche più volte al giorno, a
prendere l'acqua alla fontana del paese con i secchi e il "bigol"
perché nelle case non c'era. Anche fare il bucato era un duro lavoro perché
per risciacquare bisognava andare al lavatoio o al ruscello sia
che fosse estate sia che fosse inverno. Ma abbiamo
capito soprattutto che l'acqua non sempre è amica dell'uomo forse anche
perché molte volte nemmeno l'uomo le è molto amico.
Venuti a conoscenza che la zona
di Arsiè e delle sue frazioni, negli anni passati,
è stata colpita da alcune alluvioni che hanno provocato danni e disagi,
ci siamo incuriositi e abbiamo deciso di fare un ricerca che ha preso in esame
l'alluvione del 1966 che, come abbiamo scoperto, ha colpito anche altre zone
sia del Veneto che dell'Italia.
Prima di tutto
ci è sembrato opportuno sentire la voce dei
protagonisti, di quelli che hanno vissuto personalmente quei giorni e abbiamo
intervistato persone di varie età, avendo così l'opportunità di capire
come sia diverso il modo di vedere le cose e i pericoli, di un bambino di 10
anni rispetto a quello di un adulto di 30-40 anni.
Ecco le interviste che
abbiamo raccolto.